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Ottenere il mutuo per la prima casa, come fare?

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In un paese sempre più in crisi come l’ Italia non è sempre facile per le nuove coppie costruirsi un futuro e l’acquisto della prima casa è forse una delle prove più ostiche che i nuovi coniugi possono trovarsi ad affrontare. Per facilitare le cose esistono quelli che vengono definiti mutui per la prima casa, ovvero un particolare tipo di finanziamento che le banche possono concedere a quelle famiglie che vogliono acquistare il loro primo immobile.

La procedura per ottenere il mutuo non è complessa in realtà, tutte le banche hanno infatti piani mutuari di questo genere che si rivolgono alle nuove famiglie. Quindi una volta scelta la casa da comprare e la banca con le tariffe più indicate per le proprie esigenze, la coppia dovrà preoccuparsi solo della parte burocratica fornendo i documenti richiesti per la stipulazione del contratto.

Nello specifico a seconda dei casi saranno necessari differenti documenti:

Infatti un lavoratore dipendente dovrà fornire:

  • dichiarazione del datore di lavoro sulla propria anzianità di servizio;
  • ultima busta paga e copia dell’ultimo modello CUD (o del modello 730);

Invece il lavoratore autonomo o libero professionista dovrà fornire:

  • copie del modello Unico Pf;
  • estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato nel caso di lavoratore autonomo e attestato di iscrizione all’Albo professionale nel caso di libero professionista;

Oltre ai suddetti documenti saranno richiesti anche il certificato di nascita, il certificato di matrimonio ed altri che la banca vi elencherà nella loro completezza.

Infine c’è la stipulazione dell’atto pubblico fra banca e acquirente che deve avvenire di fronte ad un notaio, il quale si occuperà di certificare l’atto ed il prestito avrà luogo, permettendo ai coniugi di acquistare il loro primo immobile.

Una cosa interessante da non sottovalutare sono le agevolazioni fiscali previste dalla legge sulla prima casa, quando si sceglie l’immobile da acquistare è quindi fondamentale tenere presente le caratteristiche che deve avere per essere riconosciuto come “prima casa”, così da poter godere degli sconti previsti.

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La corte di cassazione in Italia

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Durante le notizie sui processi in corso, si sente spesso parlare di corte suprema di cassazione o più semplicemente di corte di cassazione. Cosa fa dunque questo organo giuridico? Nell’articolo seguente proveremo a rispondere in maniera semplice a questa e ad altre piccole curiosità su questo importante aspetto della giurisprudenza italiana e non solo.

Il concetto di corte di cassazione nasce in Francia nel 1578 e da allora la sua funzione non è cambiata più di tanto. In un sistema legale che adotta questo organo, come in Italia ad esempio in cui prende il nome di corte suprema di cassazione, la corte di cassazione ha il compito di garantire che durante sentenze precedenti i giudici abbiano applicato la legge nel modo corretto.

Quando sentiamo parlare di “ricorso in cassazione” si intende quindi che una delle parti interessate in un processo, non soddisfatta della sentenza del giudice, sceglie di chiedere una verifica sulla legittimità di suddetta sentenza e la corte di cassazione interviene per compiere la verifica essendo super partes.

Nel caso riscontri una errata applicazione della legge e del diritto da parte del giudice durante la sentenza, la cassazione avrà il compito di annullarla, affidando così la sentenza ad un giudice più competente che avrà l’obbligo di attenersi al punto di diritto indicato.

Insomma abbiamo compreso che la corte suprema di cassazione in Italia ha un ruolo di garante, che ha il compito di tutelare coloro che per un’ applicazione erronea del diritto, si vedono privati di un giusto giudizio.

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Il diritto al lavoro in Italia

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Per inaugurare questo nuovo blog il tema del “diritto al lavoro” mi sembra il più indicato visto il pesante periodo di crisi che il nostro paese sta passando. Un diritto che purtroppo sta venendo meno e che ha già mietuto molte vittime sia a livello finanziario che umano. Dunque cos’è il diritto al lavoro in Italia e come viene regolamentato?

il primo articolo della costituzione Italiana afferma che: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro” , questo passaggio, probabilmente il più importante della nostra costituzione, identifica il lavoro come base portante dell’intero paese. Il mezzo attraverso il quale si permette ad un individuo di essere una persona, capace di evolversi e di costruire il proprio futuro. Il lavoro in parole povere, permette di vivere.

Viene indicato come uno dei diritti fondamentali dell’uomo perchè con esso è possibile costruirsi una famiglia, una casa, essere qualcuno. Non si tratta quindi solo di portare a casa la pagnotta, ma di un’ affermazione personale e di un senso di realizzazione che sono fondamentali nella vita di ogni essere umano.

Il lavoro in Italia è regolamentato dallo Statuto dei lavoratori una legge redatta il 20 maggio 1970 la quale racchiude in sè buona parte delle norme che regolano i rapporti lavorativi fra dipendenti e datori di lavoro, i diritti e i doveri dei lavoratori, le rappresentanze sindacali e molto altro.

Fu indubbiamente una grossa rivoluzione che riconobbe ai lavoratori un ruolo fondamentale nell’ingranaggio della società concedendo loro i giusti meriti e relativi diritti. Diritti che purtroppo ad oggi non sembrano più essere tenuti in considerazione. Ci troviamo davanti ad una crisi come non se ne vedevano da tempo, aziende incapaci di produrre per le troppe tasse e i costi elevati di produzione, costrette a tagliare sul personale o a chiudere direttamente i battenti, e chi ne paga le conseguenze alla fine siamo tutti noi.

Finchè non cambierà la politica e il governo si deciderà a prendersi cura dei cittadini, la ripresa economica è ben lungi dall’essere imminente.

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Come si esegue una cessione di azienda

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Visto il lungo periodo di crisi che l’Italia e molti altri paesi europei hanno dovuto e continuano ad affrontare tuttora, è diventata di uso comune una pratica definita come cessione di azienda. Nel seguente articolo proveremo a spiegare in maniera semplice di cosa si tratta e perchè un imprenditore sceglie questa opzione invece di chiudere direttamente i battenti, quali vantaggi e oneri questa scelta porta e perchè potrebbe essere un bene per la ripresa economica.

 

In cosa consiste?

La cessione di azienda è quella procedura che permette ad un imprenditore di vendere l’attività e tutti i beni ad essa correlati, ad un nuovo acquirente che assumerà di conseguenza il ruolo gestionale e tutti gli onori e gli oneri  ad esso collegati. Al contrario dell’ affitto di azienda quindi si avrà una vendita totale di tutto ciò che riguarda l’azienda e questa passerà completamente nelle mani del nuovo proprietario (che può essere un singolo o un altra azienda costituita da più soci).

 

Quali son i vantaggi?

I reali vantaggi di questa procedura sono svariati. Immaginate un’ azienda che rischia la chiusura, si troverebbe costretta a lasciare senza lavoro tutti i dipendenti che vi lavorano dentro causando un enorme disagio alle famiglie che dipendono da essa. La cessione di azienda permette di mantenere inalterati i posti di lavoro e di rinnovare la produttività dell’impresa grazie agli investimenti dei nuovi proprietari.

Un altro punto a favore della cessione è il fatto che l’azienda rimarrà in Italia, continuerà quindi ad investire nelle risorse del nostro paese aiutandolo ad uscire da una crisi che pare senza sbocchi.  Un aspetto davvero molto importante da tenere a mente se si vuole rilanciare l’economia ed aiutare i cittadini.

 

La procedura.

Come per l’affitto, la cessione d’azienda richiede per legge la presenza di un notaio il quale oltre a supervisionare sulla corretta redazione del contratto, dovrà anche preoccuparsi di registrare  la cessione nel Registro delle Imprese. Dovrà altresì evidenziare tutti gli elementi essenziali richiesti dalla legge per la validità del contratto (come ad esempio la menzione dell’oggetto, del corrispettivo, le eventuali menzioni urbanistiche in presenza di immobili aziendali ecc.); procedere alla puntuale descrizione dei beni e diritti oggetto dell’azienda trasferita; aiutare le Parti ad elaborare ed inserire in atto le clausole e le previsioni più adatte al caso concreto.

Quello che invece non rientra nei compiti del notaio ma ricade sulle spalle dell’ acquirente è il rinnovamento dell’ iscrizione al registro delle imprese e la verifica dell’effettiva titolarità dei permessi e delle licenze che andrà ad acquistare insieme all’ impresa (passaggio fondamentale se non si vuole incappare in brutte sorprese in futuro rischiando di perdere tutto).

 

A chi rivolgersi?

Esistono moltissimi bravi notai sul territorio italiano che offrono questo tipo di consulenze sia dal vivo che online, ma oggi vogliamo consigliarvi quelli dello studio Genghini ed associati, uno dei più famosi studi legali del paese che, grazie ai suoi soci specializzati in differenti branche della legge, garantisce una copertura completa di ogni panorama legale che il cliente si troverà ad affrontare.

Grazie al sito internet che abbiamo riportato al link precedente, potrete scoprire direttamente per via telematica ed in tempo reale, quanto una consulenza vi verrà a costare. Naturalmente potrete contattare lo studio Genghini anche coi metodi tradizionali, nelle sedi di Milano, Cinisello Balsamo, Roma o Cerignola, troverete professionisti sempre pronti ad ascoltare e ad aiutarvi coi vostri problemi legali.

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