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Applicare Keynes per rilanciare l’economia dei territori colpiti dal sisma

keynes territori terremotati

I tragici eventi degli ultimi mesi avvenuti nelle regioni di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, hanno letteralmente cancellato alcuni paesi. Nonostante fortunatamente le vittime umane del sisma questa volta siano state contenute, a pagare il prezzo maggiore della tragedia sono stati gli edifici e le economie dei comuni colpiti, trasformandoli in molti casi in veri e propri paesi fantasma, svuotati dei propri abitanti costretti ad andarsene probabilmente per sempre.

Negli scorsi giorni però qualcuno ha avanzato un’ interessante proposta che consentirebbe di rilanciare l’economia delle zone vessate dal terremoto, recuperando aziende ed investendo sul territorio, insomma potrebbe esserci all’orizzonte un nuovo bagliore di speranza ed una reale possibilità di investimento. L’idea è quella di applicare le teorie di uno dei maggiori economisti del XX secolo, John Maynard Keynes.

In una delle sue teorie più famose Keynes sostiene che per fare rimettere in modo un’economia con capacità produttive non utilizzate e disoccupazione si potrebbero assumere dei lavoratori per scavare buche profonde, mettervi delle bottiglie contenti banconote di grosso taglio, chiuderle e poi pagare altri lavoratori per scavare di nuovo per recuperare le banconote. Così si mette in moto una domanda multipla. I lavoratori spendono il salario con una nuova domanda di beni e servizi.

Per scavare le buche si ordinano macchinari e attrezzature; per sistemarle occorre calce e per riaprirle altri attrezzi. Quindi nasce una nuova domanda di beni di investimento e di materiali per l’edilizia. Le imprese di beni di consumo, dato l’aumento di domanda, fanno nuovi investimenti. C’è così un moltiplicatore della spesa iniziale che genera la ripresa, nuovo reddito, un nuovo risparmio ex post.

Anziché lavorare per recuperare le banconote nelle bottiglie, bisogna recuperare edifici, vie di comunicazione, beni culturali e ricostruire ciò che è stato distrutto. C’è, come nell’esempio di Keynes, potenzialmente, un moltiplicatore importante nel settore edilizio e in quelli a esso strumentali e nei beni e servizi offerti dalle imprese domestiche. Con investimenti rapidi e mirati potrebbe quindi essere possibile ridare vita ai territori colpiti dal sisma rilanciandone l’economia.

Leo Trevisan

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