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Mutui per i figli: cosa fare e non fare

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Per i giovani, cominciare una nuova vita in autonomia, soprattutto in questi tempi difficili, non è certo una passeggiata, ecco perché spesso i genitori si offrono di aiutarli sobbarcandosi in parte o in toto le eventuale spese per il mutuo della loro prima casa. Questo atto di buon cuore però può avere risvolti negativi, in particolar modo quando i figli sono più di uno, in questo articolo cercheremo quindi di dare alcuni suggerimenti su come creare un mutuo ai propri figli nella più totale trasparenza.

Le procedure più comunemente utilizzate dai genitori per aiutare i figli con i mutui sono due: la donazione di denaro oppure il pagamento totale o parziale direttamente al venditore. Entrambe queste procedure hanno pro e contro dal punto di vista legale, in particolar modo per ciò che riguarda la parte di eredità legittima che spetta ad eventuali fratelli e sorelle del figlio beneficiario del prestito, vediamo dunque un breve approfondimento per entrambe.

Partiamo dalla donazione di denaro: Per prima cosa i genitori forniscono ai figli le risorse finanziarie necessarie a pagare il prezzo concordato con il venditore. In questo caso la donazione deve essere perfezionata con atto pubblico davanti a un notaio a pena di nullità, a meno che l’importo non sia estremamente contenuto. Il passaggio successivo è la compravendita della casa, con cui il figlio, che ha incassato la donazione, pagherà il prezzo pattuito per la casa.

Il vantaggio di questa operazione è che dall’atto di compravendita non emerge alcuna liberalità, che potrebbe costituire un problema futuro, all’atto di vendita dell’abitazione. La donazione di denaro fino a euro 1.000.000 per ciascun genitore e per ciascun figlio non comporta il pagamento dell’imposta di donazione. Gli atti notarili hanno comunque un costo che, seppur contenuto, costituisce lo svantaggio di questa duplice operazione.

L’alternativa è il pagamento diretto dell’immobile da parte del genitore. In questo caso però si tratta di una liberalità che, come dicevamo in precedenza, potrebbe creare problemi in caso di vendita.

Ricordiamo che gli istituti di credito sono restii a concedere mutui su case donate, per il problema delle rivendicazioni di eventuali eredi non soddisfatti. Inoltre si corre il rischio di controlli dell’Agenzia delle Entrate a carico dell’acquirente in ordine alla provenienza del denaro impiegato nell’acquisto.

Leo Trevisan

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